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La storia della chirurgia plastica:
Dilemmi etici, deontologici, se non addirittura politici, che possono apparire nuovi ai nostri occhi, hanno in realtà attraversato la storia della chirurgia da diversi secoli.
Fin dal Medioevo era conosciuta in Italia e in Europa come l’arte di ricostruire e abbellire il corpo per mezzo di bisturi.
In realtà, le primissime tracce che segnalano l’esistenza di una chirurgia rudimentale risalgono alla preistoria.
Nell’epoca degli Egizi, per motivi del tutto differenti da quelli di oggi , il primo approccio alla chirurgia, fu l’imbalsamazione dei Faraoni.
I chirurghi assiro – babilonesi, cararono  con le prime forme di chirurgia, ferite e fratture.
Pensate che secondo il codice di Hammurabi,  per i  chirurghi che fallivano l’operazione, era prevista l’amputazione di arti e falangi.
Nell’antica Grecia si eseguivano operazioni come la trapanazione del cranio ed altre rudimentali tecniche chirurgiche. Dalla chirurgia si sviluppa la scienza dell’anatomia, grazie anche al contributo indiscusso della razionalità greca.
Possiamo dire che dalla pratica poteva scaturire la teoria.
Celso fu il primo medico dell’antica Roma in grado di operare la cataratta e i calcoli vescicali.
Egli fu l’autore del trattato De medicina medico, e viene inoltre ricordato come divulgatore, ed in genere grande estimatore della chirurgia nella Roma imperiale.
Tra i padri fondatori dell’attuale medicina e chirurgia, nel secondo secolo dopo Cristo, ricordiamo Sorano, da cui nasce e si sviluppa l’ostetricia.
Galeno, uno tra i più importanti medici rimani. Egli fu il primo ad auspicare l’unione e la fusione della figura del medico e quella del chirurgo.
Nel medioevo lo sviluppo della chirurgia si ferma: dapprima tende ad essere esercitata esclusivamente dai monaci nei conventi, ma successivamente la chiesa pone un veto all’esercizio della chirurgia da parte del clero.
In quel periodo la chirurgia veniva esercitata da ebrei e laici esperti. Cavadenti, conciaossa, e anche guaritori e ciarlatani con scarse conoscenze scientifiche.
Nel feudalesimo, permangono i veti della chiesa e la medicina nelle università è tutta teorica e dottrinaria.
I Cerusici chirurghi barbieri, eseguivano prestazioni chirurgiche operando negli ospedali, e quasi tutti, per quanto esperti nella pratica, erano molto ignoranti di anatomia e farmacologia.
Con la nascita delle prime università italiane, tra le quali ricordiamo quella di Bologna, si sviluppò molto l’anatomia moderna, basata sulla dissezione dei cadaveri, permettendo un avanzamento rivoluzionario nello studio dell’anatomia umana.
Ambrosie Parè fu uno dei maggiori chirurghi del cinquecento. Iniziò la carriera come barbiere fino a divenire medico personale dei re e degli imperatori. Ciononostante fu precluso dal mondo accademico.
Possiamo affermare che il secolo XIX è il secolo della chirurgia.
Fu proprio nel 1800 che furono fatti i primi importanti passi per sormontare gli ostacoli delle infezioni, del dolore. Ricordiamo nomi come Semmelweis, Pasteur e Lister.
Lo sviluppo della chimica.
Nel 1895 ad opera di Roentgen vi fu la scoperta dei raggi X e quindi lo sviluppo della branca definita radiologia.
Tra i grandi nomi ricordiamo alcuni chirurghi italiani del novecento, come Nicolich per la chirurgia urologia e Codivillla per l’ortopedia..
La chirurgia si specializza e vengono eseguiti i primi interventi al polmone, al cuore, al cervello e la stessa anestesia si specializza e diventa rianimazione.
Nella seconda metà del novecento iniziano i primi trapianti d’organo e grazie alle nuove scoperte tecnologiche si affacciano sul panorama chirurgico i concetti di endoscopia chirurgica, chirurgia mini-invasiva, day-surgery e radiologia.
La chirurgia estetica è una branca della medicina, che è diventata sempre più importante nel mondo d’oggi.

La tecnica di rinoplastica resa famosa da Tagliacozzi
è utilizzata anche in epoca moderna. In questo disegno è illustrata la ricostruzione del naso
di una donna a partire dalla pelle del braccio.

(Fonte immagine e didascalia: Per piacere - di Rossella Ghigi - Edizione - Il Mulino)


Questo perché è aumentata l'importanza dell'aspetto fisico, della bellezza e dell’immagine e la ricerca continua di un ringiovanimento capace di contrastare i segni dell'invecchiamento.
I benefici che provoca la chirurgia estetica non sono però solo a livello fisico o fisiologico, ma anche di autostima e sicurezza, attenuando paure ed insicurezze, che può provocare un difetto fisico con il quale non si riesce più a convivere serenamente.
La chirurgia estetica è importante non solo per migliorare l’aspetto fisico ed estetico o per il ringiovanimento, ma anche per aumentare la sicurezza in se stessi, ottenendo un reale beneficio psicologico del paziente.
Le statistiche infatti ci dicono che sempre più persone si sottopongono ad un intervento di chirurgia estetica, e ogni anno vengono eseguiti in Italia oltre 600.000 interventi per correggere piccoli o grandi inestetismi o malformazioni, che possono essere ereditari oppure acquisiti nel corso del tempo.
Non dobbiamo mai dimenticare però, che l'aspetto fisico è la base su cui formuliamo il giudizio di noi stessi, di come ci vediamo e di come ci vedono gli altri, ma l’importante è trovare il proprio equilibrio, sia esteriore che psicologico, ovvero stare bene con se stessi e senza imbarazzo con le altre persone.
La chirurgia estetica in questi casi può essere di aiuto per ristabilire l’equilibrio tra come ci sentiamo dentro, e come appare la nostra immagine al di fuori.
A differenza della chirurgia ricostruttiva, la cui finalità è correggere le malformazioni congenite o i postumi di traumi, incidenti o malattie, la chirurgia estetica interviene al di fuori da qualsiasi contesto di malattia.
Ovvero corregge e migliora dei difetti che non sono patologici cioè malattie, ma che, pur non essendo indispensabili alla salute generale della persona, comunque hanno un importante ruolo nella psicologia del paziente e nella sua vita di relazione sociale.
Ricordiamo inoltre che il termine chirurgia plastica comprende tutti gli interventi che modificano, correggono o migliorano l'aspetto estetico, e unifica in se entrambe le branche appena descritte, ovvero sia la chirurgia estetica che la chirurgia ricostruttiva.

Fonte immagine:
Il cavadenti
Caravaggio (1608-1609)


Fonte immagine:
La lezione di anatomia del dottor Tulp
Rembrandt (1632)


All'inizio del XX Secolo l'innesto di pelle
dal braccio viene utilizzato anche
per rinoplastiche accrescitive
come mostra questa immagine.


Fonte immagine e didascalia:
Per piacere - di Rossella Ghigi
Edizione - Il Mulino