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La storia delle migliori amiche delle donne: La patria delle protesi al silicone può essere considerata la città americana di Houston. Qui infatti i chirurghi plastici Thomas Cronin e Frank Gerow nel 1960 crearono, in collaborazione con la Dow Corning Corporation, la prima protesi mammaria in silicone, che venne impiantata nel 1962 a Timmie Jean Lindsey presso lo Houston’s Hermann Hospital. La Signora Lindsey, allora divorziata e madre di sei figli si recò presso lo Houston’s Hermann Hospital, per richiedere l’eliminazione di due tatuaggi disegnati sul décolléte. In quella occasione, ricevette la proposta di ingrandire il seno con il metodo sperimentale che Cronin e Gerow, avevano appena inventato. Nonostante l’insolita proposta, la signora Timmie concordò che il suo seno, svuotato dopo sei gravidanze, potesse essere un candidato ideale per questa sperimentazione ed acconsentì con la curiosa condizione che allo stesso tempo, le venissero corrette le orecchie a sventola. In merito a Cronin e Gerow, si raccontano diversi aneddoti su come ebbero l’idea di creare delle protesi in gel di silicone: T. Cronin era un medico vecchio stampo, benestante e secondo alcuni molto presuntuoso, F. Gerow, era un immigrato canadese di cui si ricorda la giovialità ed il fatto che vivesse senza grandi mezzi. Sembrerebbe che l’idea delle protesi sia venuta proprio a lui, quando gli capitò di schiacciare una sacca piena di sangue nell’emoteca dell’ospedale e di apprezzarne la consistenza: da allora in poi, lavorando insieme alla Dow Corning, i due medici realizzarono la Nutural – feel prothesism, ovvero il primo modello di protesi mammaria in gel di silicone. Pensate che la Signora Lindsey attribuì all’intervento che la portò da una coppa B ad una C scarsa, l’incontro con il suo secondo marito. Nel 2003, all'età di 72 anni in un’intervista rilasciata allo Houston Cronicle, disse che dopo l’aumento del seno, le capitava spesso che gli uomini fischiassero al suo passaggio: “direi che questo è l’effetto che le giovani di oggi sperano di ottenere, ma non era molto importante per me”. La signora Lindsey non ha mai sostituito le protesi originali, pertanto, il suo è il più lungo follow-up di cui si possa disporre per gli interventi di mastoplastica additiva. Naturalmente il suo seno, non compete per dimensione con quelli di oggi, ma ha attraversato senza problemi l’intero periodo in cui, a partire dal 1992, molte donne hanno fatto causa alla Dow Corning per i presunti rischi degli impianti in silicone. Negli anni, la Sig.ra Timmie ha sofferto di depressione, ha subito l’impianto di una protesi al ginocchio a causa dell’artrosi ed una volta, è caduta, rischiando di compromettere le protesi, che però non furono sostituiti neanche in quella occasione. Dal 1962 sono state numerosissime le pazienti ansiose di farsi impiantare una protesi per aumentare il volume del proprio seno. Quella creata da Gerow e Cornin non è stata la prima protesi mammaria della storia: nel 1895 un chirurgo tedesco aveva tentato l’impresa impiantando nel seno di un’attrice il grasso prelevato da un lipoma (un tumore benigno) della donna stessa e a questo primo, pionieristico, tentativo sono seguiti gli impianti di protesi alla paraffina, quasi subito abbandonati per via delle conseguenze, spesso pesantemente negative, sullo stato di salute delle pazienti. Inoltre si mormora che, negli anni precedenti alla rivoluzionaria trovata dei due chirurghi statunitensi, alcune prostitute avevano iniettato direttamente nel seno il silicone con risultati prevedibili. ![]() ![]() Pubblicità di un trattamento estetico del seno apparsa su "DONNA" nel 1916. Per piacere - di Rossella Ghigi |